| Florestano ( @ 2004-02-10 19:34:00 |
Traumi
Traumi
(ovvero il giorno in cui ho capito che avrei fatto l'insegnante)
“Florestano… Vieni ad italiano.”
- “Professoressa, veramente sarei appena tornato dalla visita dei tre giorni, sa, il militare… All’ultima spiegazione non c’ero, se vuole le dico il resto.”
– “Poche storie! Non vieni? Allora è 3!”
– “Professore’, ho capito, sto venendo.”
– “Il Manzoni, parlami del Manzoni…”
– “Sì, beh, cosa vuol sapere… la vita, le opere?”
– “Non cominciare a perdere tempo! IL MANZONI!”
– “D’accordo. Dunque, Alessandro Manzoni può essere considerato fra i massimi rappresentati del Romanticismo italiano ed è il padre del romanzo nel nostro Paese. Qui però, professoressa, mi permetta di fare un’osservazione…”
– “Se è uno dei tuoi giochetti…”
– “No, no, ho letto qualcosa di Goethe, “Le affinità elettive” ma anche il “Faust”, nel periodo in cui commentavamo il capitolo sulla conversione dell’Innominato, e poi anche “Delitto e castigo”, di Dostoevskij, un romanziere russo…”
– “Lo so chi è di Dostoevskij non ho bisogno che tu me lo dica. Comunque abbiamo già iniziato nel peggiore dei modi: MANZONI!”
– “ Sì, appunto! Ho confrontato le personalità dei personaggi di questi autori che Le dicevo, con quelli dei Promessi Sposi e ho trovato un’intensità e una profondità nei caratteri, ma anche nella storie, nell’intreccio, sia in Goethe che D…”
– “…ostoevskij, allora?”
– “Sì, dicevo… che insomma Manzoni, con la sua provvidenza, con i suoi contadini che parlano in perfetto italiano… beh, non ci siamo, siamo di molti punti al di sotto”
– “Florestano! Ma ti rendi conto! Stai parlando di Manzoni! Si vede che il “Petronio” non l’hai proprio aperto! Ma dove sei quando spiego?”
– “Professoressa, non ho perso una virgola delle sue spiegazioni, tranne quando… per i tre giorni… ecc. ecc.”
– “Ma mi stai prendendo per i fondelli? Manzoni, il verosimile, la provvidenza, la… conversione…”
– “Ma la verità, professoressa? Non dovrebbe essere la ricerca della verità, seppure data da una visione parziale, la materia della poesia, della letteratura? Il verosimile mi sembra un po’ tirato per i capelli…”
– “Basta! Non ti sopporto più! Voglio il commento dei brani antologici del Pazzaglia. Prendi Foscolo che tanto del Manzoni non hai capito niente! Qua! Le ultime lettere di Jacopo Ortis”
– “Professoressa! Foscolo non si è inventato niente di originale, sa, Goethe…”
– “Ancora co ‘sto Goethe, ma che sei austriaco tu?”
– “Veramente era tedesco, di Francoforte…”
– “Non m’interrompere! Mi devi parlare di Foscolo, non di Goethe! E non fare il saputello!”
– “Ma appunto, dicevo, Foscolo ha preso l’impianto delle lettere di Ortis…”
– “JACOPO, Ortis”
– “Sì, di JACOPO Ortis, da “I dolori del giovane Werther”, soltanto che nella resa drammatica, a parer mio, forse sarà stato bravo il traduttore – non lo so – è molto più efficace di Foscolo… soprattutto nella descrizione dell’infelicità che lo porta al suicidio…”
- “Ci porterai me al suicidio! Vai a posto! Mi hai fatto perdere solo tempo! Potevamo risparmiarci tutto questo visto che il “3” te lo devo dare comunque. Ragazzi! Aprite il libro a pagina 365 e trascrivete negli appunti il commento in calce del De Santis al «5 Maggio».
Traumi
(ovvero il giorno in cui ho capito che avrei fatto l'insegnante)
“Florestano… Vieni ad italiano.”
- “Professoressa, veramente sarei appena tornato dalla visita dei tre giorni, sa, il militare… All’ultima spiegazione non c’ero, se vuole le dico il resto.”
– “Poche storie! Non vieni? Allora è 3!”
– “Professore’, ho capito, sto venendo.”
– “Il Manzoni, parlami del Manzoni…”
– “Sì, beh, cosa vuol sapere… la vita, le opere?”
– “Non cominciare a perdere tempo! IL MANZONI!”
– “D’accordo. Dunque, Alessandro Manzoni può essere considerato fra i massimi rappresentati del Romanticismo italiano ed è il padre del romanzo nel nostro Paese. Qui però, professoressa, mi permetta di fare un’osservazione…”
– “Se è uno dei tuoi giochetti…”
– “No, no, ho letto qualcosa di Goethe, “Le affinità elettive” ma anche il “Faust”, nel periodo in cui commentavamo il capitolo sulla conversione dell’Innominato, e poi anche “Delitto e castigo”, di Dostoevskij, un romanziere russo…”
– “Lo so chi è di Dostoevskij non ho bisogno che tu me lo dica. Comunque abbiamo già iniziato nel peggiore dei modi: MANZONI!”
– “ Sì, appunto! Ho confrontato le personalità dei personaggi di questi autori che Le dicevo, con quelli dei Promessi Sposi e ho trovato un’intensità e una profondità nei caratteri, ma anche nella storie, nell’intreccio, sia in Goethe che D…”
– “…ostoevskij, allora?”
– “Sì, dicevo… che insomma Manzoni, con la sua provvidenza, con i suoi contadini che parlano in perfetto italiano… beh, non ci siamo, siamo di molti punti al di sotto”
– “Florestano! Ma ti rendi conto! Stai parlando di Manzoni! Si vede che il “Petronio” non l’hai proprio aperto! Ma dove sei quando spiego?”
– “Professoressa, non ho perso una virgola delle sue spiegazioni, tranne quando… per i tre giorni… ecc. ecc.”
– “Ma mi stai prendendo per i fondelli? Manzoni, il verosimile, la provvidenza, la… conversione…”
– “Ma la verità, professoressa? Non dovrebbe essere la ricerca della verità, seppure data da una visione parziale, la materia della poesia, della letteratura? Il verosimile mi sembra un po’ tirato per i capelli…”
– “Basta! Non ti sopporto più! Voglio il commento dei brani antologici del Pazzaglia. Prendi Foscolo che tanto del Manzoni non hai capito niente! Qua! Le ultime lettere di Jacopo Ortis”
– “Professoressa! Foscolo non si è inventato niente di originale, sa, Goethe…”
– “Ancora co ‘sto Goethe, ma che sei austriaco tu?”
– “Veramente era tedesco, di Francoforte…”
– “Non m’interrompere! Mi devi parlare di Foscolo, non di Goethe! E non fare il saputello!”
– “Ma appunto, dicevo, Foscolo ha preso l’impianto delle lettere di Ortis…”
– “JACOPO, Ortis”
– “Sì, di JACOPO Ortis, da “I dolori del giovane Werther”, soltanto che nella resa drammatica, a parer mio, forse sarà stato bravo il traduttore – non lo so – è molto più efficace di Foscolo… soprattutto nella descrizione dell’infelicità che lo porta al suicidio…”
- “Ci porterai me al suicidio! Vai a posto! Mi hai fatto perdere solo tempo! Potevamo risparmiarci tutto questo visto che il “3” te lo devo dare comunque. Ragazzi! Aprite il libro a pagina 365 e trascrivete negli appunti il commento in calce del De Santis al «5 Maggio».